Siate cittadini consapevoli. La mafia non fa le Stragi ma fa affari
Un incontro stimolante e pieno di spunti quello che Tina ha avuto con una cinquantina di studenti dell' istituto "Primo Levi" di Badia-Polesine in provincia di Rovigo.
Insieme ai ragazzi delle terze superiori anche i sei insegnanti che li hanno accompagnati. Una platea arricchita dalla presenza della cooperativa "Palma Nana" di piazza Magione.
Tutti riuniti in un'aula attigua alla Chiesa della Magione guidata spiritualmente da don Massimiliano Purpura."È giusto che voi sapete che a Palermo c'erano le camere della morte esordisce Tina. Che c'erano le raffinerie della droga e che la mafia aveva il controllo del territorio.
In tutto questo contesto mio marito Antonio, capì che a Palermo grazie la lungimiranza del Dott. Falcone e degli altri componenti del pool sarebbe stato celebrato da li a poco il Maxiprocesso. Il più grande processo alla mafia. Prima si celebrano i processi a "gabbie vuote". Antonio da poliziotto curioso con voglia di fare qualcosa per la comunità, scelse di lasciare la sua prima destinazione Bergamo e scendere qui a scortare uno degli uomini più a rischio d'Italia, il giudice Falcone ".
Tina ripercorre quel tragico 23 maggio:" L'ultima volta che ho sentito Antonio erano le 16,30 di quel 23 maggio, aveva chiamato casa per sapere notizie dei nostri due bambini, Gaetano e Giovanni ma non mi disse a che ora sarebbe rientrato. Io dell' attentato lo seppi dopo la chiamata di una mia amica, accesi la televisione e poi scappai per la Questura nel tentativo di sapere qualcosa". A chi ha chiesto se Antonio fosse consapevoli dei pericoli Tina ha risposto:"Il giorno che decideranno ad ucciderci verranno con l'autobomba e tu mi potrai venire a prendere con il cucchiaino e così è stato.
Di quei tre ragazzi in quell'auto dopo l'esplosione è rimasto ben poco. Erano ragazzi che avrebbero potuto fare una scelta diversa eppure non l'hanno fatto. Sta li la loro grandezza". E Tina sottolinea come non sia necessario chiamare suo marito un eroe. " "Mi piace dirvi che mio marito era un ragazzo che faceva il proprio dovere. Sapevano che potevano certo morire ma erano ragazzi come tutti voi".
E conclude:" Vedete io non sono poliziotta ma io ho fatto un giuramento sull'altare accanto a mio marito. E poi per dieci anni hanno parlato di questo ragazzi come semplicemente la scorta ed invece avevano dei nomi mio marito, Vito e Rocco con loro una vita, le. Loro famiglie, le loro speranze e i loro sogni. Vedete Antonio mi diceva sempre ho paura ma non sono un vigliacco, lui era orgoglioso di essere il caposcorta del giudice Falcone ed io debbo a questo ragazzo coraggioso il mio impegno. Io ed i miei figli camminiamo a testa alta".
Un invito ai ragazzi a rimanere dei cittadini attenti, perché è vero che la mafia e le varie criminalità organizzate non sparano ma hanno cambiato pelle. " Attenzione alla corruzione ai reato dei "colletti bianchi" ormai la criminalità si insinua nel tessuto economico e nel mondo degli affari. Siate sempre attenti e portabandiera della legalità. Non super eroi ma cittadini onesti e che rispettano la legge"

