La luce della legalità, del Giardino della Memoria e dell' arte dei pupi
"Voi dovete essere i portatori di memoria esordisce Tina Montinaro. É sempre importanti per me parlare ai giovani palermitani. Tutto quello che doveva succedere é accaduto in questa città davanti all' indifferenza e a girarsi dall' altra parte.Voi dovete essere migliori. E solo conoscendo può accadere questo. Oggi vedete una Palemro diversa. Nel 1992' non era così.
In quegli anni a Palermo si moriva tutti i giorni ci avevamo il coprifuoco". Così Tina Montinaro ha accolto, iniziando un dialogo intenso i ragazzi di una terza media dell' Istituto Pecoraro accompagnati dalle insegnanti Tiziana Caradonna e Rosanna Bruschetta. Una sala gremita quella della sede dell' Associazione Quarto Savona Quindici. " Io ho iniziato la mia vita con Antonio Montinaro che era un bel ragazzo che amava la vita ma era anche un grande poliziotto.
Quel 23 maggio Antonio si cambia di turno con il suo collega perché voleva andare a prendere lui il dottor Falcone. Io l' ultima volta che ho sentito mio marito erano le 16,30 quando dalla Caserma Lungari dove si trova l'ufficio scorte, chiamò per chiedere dei nostri bambini. Da quel momento la bomba é poi entrata in casa mia. Ma io decido di restare e impegnarmi. Mi sono battuta sin dall' inizio per fare venire fuori i nomi di quei ragazzi che erano esseri umani e non dovevano essere chiamati solo con il nome " scorta". Erano ragazzi che hanno fatto il loro dovere ".
Poi guardandoli intensamente negli occhi conclude:" Voi di ete farvi delle domande e conoscere e cercare di capire perché é accaduto tutto questo. Voi non potete rimanere indifferenti. Dopo 57 giorni é morto il giudice Borsellino e atri poliziotti e noi credetemi ci siamo sentiti persi. Ecco voi dovete studiare, impegnarvi e conoscere. A Palermo vedete non é vero che non c'è più la mafia, ha solo cambiato volto. Voi dovete essere attenti ". Tante le domande dei ragazzi tra queste se ha pensato mai insieme ai suoi figli di lasciare la città . " I miei figli hanno lo stesso carattere del papà, sono persone che giornalmente si impegnano anche ad aiutare il prossimo. Loro vivono benissimo alla città,sono voluti bene e sono orgoglioso come me del cognome che portano".
Dopo questa conversazione ha preso vita un momento artistico e di memoria grazie all'impegno del giovane puparo palermitano Antonio Cadili. " Ci tengo a ringraziare Tina perché é una donna coraggiosa che con la sua testimonianza ci sprona ad andare avanti. Tocca a noi recepire e agire esordisce Antonio Cadili". Una tradizione quella dei Pupi che ha assaporato appena a tre anni grazie alla mamma, la giornalista Valeria Giarrusso . A sei anni Antonio compra i primi Pupi. "Grazie alla figura di Angelica inizia il mio legame poi con la Cina. Chiamai il Presidente dell' Ars Micciché spiegando il legame storico e a sei anni quando Xi é venuto in visita in città , ho avuto l'opportunità di esibirmi davanti il Presidente della Cina.
Una grande emozione esordisce". Il giovane ha messo in scena l'Orlando Furioso. Antonio Cadili in modo spontaneo e diretto instaura un dialogo con questi giovani e racconta come il seme della legalità é cresciuto in lui sin da quando era nel grembo della sua mamma e andava all' albero Falcone. " Proprio perché io nel 1992' fisicamente non c'ero ho il dovere molare ancora più forte di tramandare gli ideali di giustizia e legalità . Noi abbiamo bisogno con delle piccole azioni quotidiane di impegnarci. Ho fatto realizzare due paladini che rappresentano i giudici Falcone e Borsellino". Il giovane Cadili ha scritto un monologo con il fine di fare riflettere al fine di capire cosa realmente é la memoria. Un'altra grande passione é la recitazione racconta Antonio .
Desidero salutarvi con una poesia di Hesse dal titolo " Tienimi per mano" . Un racconto conclusivo che unisce memoria, impegno, cultura della bellezza e della rinascita quella raccontata dall' architetto Fabrizio Cassibba che ha di fatto curato il Giardino della Memoria. Lo scenario di totale abbandono diviene via via un ricordo. Si parte nel 2011 con un progetto di intervento che si estende in tutta l'area. " La passerella in legno che vedrete non é altro che la trasposizione ideale del percorso dell' auto del dottor Falcone e delle altre auto. Oggi si chiama passerella della legalità racconta l' architetto.
Vengono sistemate delle panche sino a giungere a che all'area dove c'è una teca sin ora usata a presentazioni multimediali. Con pochi fondi é stato difficile e nel 2012 ci ritroviamo a esporre i resti della QS15 nel Giardino. Da qui al 2017 ci chiamano ci dicono che ci sono i fondi era il venticinquesimo anno di Commemorazione ricompattiamo l'idea del progetto e realizziamo quello che vedete oggi. Il Giardino é molto allegorico e abbiamo voluto imprimere nel cemento i nomi delle vittime e ogni anno c'è una piantumazione, il prossimo sarà il 14 aprile. É un Giardino a macchia mediterranea e il tema principale é la luce.E vi invito cari giovani a venirlo a visitare"


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