Carlo Alberto Dalla Chiesa ed Emanuela Setti Carraro

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Maggio 05 06:10 2026 by Quarto Savona 15

Carlo Alberto Dalla Chiesa – Prefetto
Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo 3 settembre 1982

Fonte: sito Tribunale di Palermo, Ministero della Giustizia

 

La sera del 3 settembre 1982, il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto dei 100 giorni a Palermo, veniva colpito a morte in via Isidoro Carini insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, in quel momento al suo fianco.

Nei suoi cento giorni a Palermo, Carlo Alberto dalla Chiesa aveva dedicato una speciale attenzione ai giovani. Il 2 giugno 1982 incontrò gli studenti del Liceo Scientifico Gonzaga di Palermo, i quali il 21 maggio precedente gli avevano mandato una lettera aperta che lo aveva molto colpito. Come ha evidenziato Nando dalla Chiesa, si trattò di «una giornata importante nella storia dei rapporti tra mafia e Stato. Per la prima volta un prefetto va in una scuola e lancia agli studenti una proposta di impegno comune contro la mafia. Anzi, sceglie gli studenti, i giovani, come il proprio alleato privilegiato». Il giorno dopo, il Prefetto si presentò al Liceo Classico Garibaldi e chiese di parlare con gli studenti, con i quali ebbe quindi un incontro nella stessa mattina.

 

Emanuela Setti Carraro – Infermiera della CRI
Borgosesia, 9 ottobre 1950 - Palermo, 3 settembre 1982

Fonte: sito Croce Rossa Italiana

Aveva seguito suo marito, il Generale Alberto Dalla Chiesa, a Palermo, nella sua sfida alla mafia. Si erano sposati da appena 54 giorni quando, quel 3 settembre del 1982, la loro vita si concluse. Lei, Emanuela Setti Carraro, era andata a prendere suo marito in Prefettura. Erano insieme in macchina quando, a via Carini, si consumò una delle più tristi pagine della lotta alla malavita organizzata. Una motocicletta di avvicinò alla loro auto, un sicario rivolse alcune raffiche di kalashnikov contro la vettura, uccidendo sia la coppia che un agente della scorta. Seguendo le orme di sua madre, Maria Antonietta Carraro, Ispettrice delle Infermiere Volontarie di Milano durante la Seconda Guerra Mondiale, anche Emanuela aveva scelto di diventare infermiera, per poi arruolarsi come Volontaria nella Croce Rossa Italiana.